Approvato il disciplinare per dare attuazione al “Controllo sociale di vicinato”

News, Politiche sociosanitarie, Polizia Locale, sicurezza    8/01/2020

L’amministrazione comunale ha approvato con delibera di G.C. n. 185 del 30/12/2019 il disciplinare per dare attuazione al “Controllo di vicinato”.

Disciplinare tecnico contenente le “Linee Guida per l’attuazione del progetto “Controllo sociale di vicinato” nel Comune di Pontedera

  1. L’avvio del progetto nelle singole zone, sarà preceduto da un incontro pubblico tra i cittadini interessati (referenti, promotori, ecc.), le Forze di Polizia e l’amministrazione comunale per
    una dettagliata informazione sul progetto ed un confronto sulle particolarità della zona dove il progetto viene attuato.
  2. I cittadini interessati individueranno tra loro uno o più referenti che raccoglieranno le adesioni al progetto ed, utilizzando una apposita scheda, procederanno alla costituzione del gruppo individuando il sistema informatico WhatsApp per scambiarsi le informazioni.
  3. Il Comando di Polizia Locale svolgerà le dovute verifiche per accertare che l’attività condotta dai gruppi sia conforme a quanto contenuto nel protocollo approvato in Prefettura di Pisa ed in relazione al relativo vademecum.
  4. Il Comune di Pontedera terrà un elenco dove registrerà la costituzione del gruppo, la zona interessata ed i nominativi dei referenti che il gruppo ha individuato. Ogni gruppo potrà individuare 1 solo referente.
  5. I referenti parteciperanno a momenti formativi, anche successivi, che coinvolgeranno l’ l’Amministrazione Comunale di riferimento e le Forze di Polizia presenti sul territorio, finalizzati a mantenere un dialogo aperto e un costante interscambio di informazioni tra Istituzioni, territorio e cittadini e per meglio definire il contenuto delle segnalazioni ed il canale attraverso il quale le stesse devono essere trasmesse ed individuare le strutture preposte a ricevere le segnalazioni stesse. A tal fine i referenti potranno costituire, sotto la supervisione della Polizia Locale, un apposito gruppo dove avviare momenti di confronto finalizzati alla ricerca di risoluzioni condivise alle varie problematiche che dovessero presentarsi.
  6. I cittadini che partecipano al progetto devono essere consapevoli che le situazioni di pericolo immediato (urgenze) devono essere segnalate alle Forze di Polizia immediatamente senza ritardo utilizzando il nr° 112.
  7. I cittadini devono essere consapevoli che, in caso di commissione di reati, le segnalazioni previste dal progetto “Controllo di Vicinato” non sostituiscono le denunce e le querele che devono essere sempre presentate alle Forze di Polizia nelle forme previste dalla legge.
  8. Nel caso in cui i cittadini, nello svolgimento delle proprie mansioni quotidiane, dovessero imbattersi in situazioni particolari (assistere ad episodi che coinvolgano altri cittadini, vedere persone che hanno comportamenti ambigui, ecc.) o abbiano necessità di chiarire dubbi o richiedere informazioni circa attività/situazioni che riguardano la zona in cui vivono, potranno rappresentare la problematica al gruppo per ricercare con l’aiuto degli altri componenti di dipanare dubbi e preoccupazioni.
  9. Nei casi sopra richiamati, quando dovessero emergere profili di preoccupazione per la presenza di persone o per lo svolgimento di determinate attività, il referenti del gruppo potranno inviare al comando di Polizia Locale una segnalazione qualificata a:
    Polizia Locale – Corpo Unico della Valdera – Comando Territoriale di Pontedera, Via Fratelli Bandiera n.21, Contatti: Tel. 0587 299252 Mail: polizialocale.pontedera@unione.valdera.pi.it
  10. Tutte le segnalazioni che riguardano situazioni di degrado urbano legate al territorio, come l’incuria, la pulizia, la manutenzione delle infrastrutture, o situazioni ricorrenti che suscitino
    fastidio e disturbo ma non siano legate all’emergenza del momento, verranno segnalate dai referenti all’ufficio manutenzioni del Comune di Pontedera e seguiranno i percorsi consolidati stabiliti dall’amministrazione comunale
  11. Le eventuali indicazioni relative a persone in difficoltà e più vulnerabili ed in riferimento ad eventuali casi latenti di marginalità sociale ed economica dovranno esser comunicate all’assessorato alle politiche sociali del comune di Pontedera che si attiverà o meno nella presa in carico della segnalazione garantendo comunque la totale riservatezza in merito alla fonte e/o provenienza.
  12. I cittadini che partecipano al progetto non devono mai sostituirsi alle Forze di Polizia e in particolare devono:
    limitare il proprio intervento a una attività di mera osservazione e comunicazione;
    astenersi da incaute iniziative personali o comportamenti imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per se medesimi o altri;
    evitare di sconfinare in eventuali, possibili forme di pattugliamento attivo, individuale o collettivo, del territorio.
  13. Nella gestione degli strumenti di messaggistica istantanea, i referenti dei gruppi si impegnano a far osservare agli aderenti il seguente codice di comportamento:
    non pubblicare o condividere contenuti inappropriati o contrastanti con lo scopo del progetto;
    non inserire nessuna informazione concernente le pattuglie delle Forze di Polizia;
    non violare la privacy altrui;
    non minacciare o insultare altri utenti;
    non utilizzare software per automatizzare la condivisione di contenuti attraverso il network. Il contenuto del codice verrà riportato anche nel messaggio di “accoglienza” che verrà inviato da parte del referente a tutti i componenti del gruppo ed ad ogni nuovo aggregato.
  14. I “Gruppi” dovranno essere di tipo chiuso, l’adesione potrà avvenire unicamente in accordo con il referente. Gli aderenti al “Gruppo” dovranno essere persone fisiche maggiorenni, residenti o dimoranti, debitamente identificati a mezzo documento nei territori di pertinenza. Non è permesso registrarsi in più gruppi ed utilizzare pseudonimi, celando la propria identità.
  15. I cittadini singoli, i referenti dei Gruppi, che non siano allineati alle disposizioni e alle finalità del Protocollo stipulato con la Prefettura e con le linee guida del presente disciplinare, saranno richiamati al rispetto di quanto previsto ed, in caso di recidiva, saranno esclusi dal progetto ed eliminati dall’elenco dei contatti del gruppo di cui fanno parte. Le linee guida sopra richiamate verranno esplicitate a coloro che chiederanno di partecipare al progetto nel corso degli incontri previsti dal punto “1”. Copia del documento che descrive le linee guida sopra richiamate verrà distribuito ai singoli referenti che vigileranno affinché quanto sopra riportato venga rispettato da tutti i componenti del gruppo

Documenti utili


Premesse ed inquadramento

Con delibera Giunta Comunale n. 92 del 24/06/2019 era stato approvato il Protocollo d’intesa Progetto “CONTROLLO DI VICINATO” predisposto dalla Prefettura di Pisa e condiviso con i vertici provinciali delle Forze di Polizia. La sottoscrizione è avvenuta in data 07/08/2019 da parte di quattordici Comuni della provincia di Pisa, di cui sette facenti parte dell’Unione dei Comuni della Valdera.

Considerazioni generali:

  • l’aumentata sensibilità sociale impone la necessità di adottare nuove strategie mediante il ricorso a tutte le risorse fruibili, ponendo in essere ogni attività finalizzata ad assicurare il rispetto delle norme che regolano la vita civile e il miglioramento delle condizioni di vivibilità, la convivenza civile e la coesione sociale;
  • è pertanto necessario pervenire all’impostazione di un sistema integrato di sicurezza, quale nuovo modello gestionale, rafforzando la collaborazione tra Amministrazioni centrali, Istituzioni e società civile;
  • in tale contesto di sicurezza integrata è necessario valorizzare al massimo i percorsi di cittadinanza attiva e di partecipazione diretta dei cittadini i quali, allo scopo di contribuire all’innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, potranno fornire ogni informazione utile ai fini preventivi e repressivi ed interloquire con le Forze di Polizia, anche mediante gli strumenti informatici di cui le stesse dispongono;
  • le “Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana” di cui all’art. 5 del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito con modificazioni nella legge 18 aprile 2017, n. 48 – approvate su proposta del Ministro dell’Interno il 26 luglio 2018 in sede di Conferenza Stato città ed autonomie locali – prevedono il coinvolgimento della società civile nei progetti territoriali finalizzati al miglioramento della sicurezza urbana, mediante forme di partecipazione che sono alla base della crescita dei livelli di sicurezza percepita;
  • il progetto dedicato al controllo di vicinato, intendendo rafforzare i rapporti di vicinato e favorire il recupero di legami amicali tra le persone della stessa zona, non attiene soltanto soltanto al tema della sicurezza in senso stretto ma rappresenta prima di tutto un progetto che favorisce la partecipazione e la solidarietà sociale in una società che spesso trasmette modelli di individualismo feroce nei quali l’egoismo rischia di render ciascuno più isolato

Con il “Protocollo” riferito alla istituzione del “Controllo del vicinato” per l’intero territorio dei Comuni aderenti, le parti hanno inteso:

  • fornire un ulteriore contributo all’attività di prevenzione generale e di controllo del territorio, istituzionalmente svolta dalle Forze di Polizia;
  • implementare le tradizionali linee di intervento a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, mediante la valorizzazione di forme di controllo sociale del territorio comunale in relazione alla specificità dei contesti e tenuto anche conto delle esigenze delle aree rurali ivi presenti;
  • incrementare i livelli di consapevolezza dei cittadini circa le problematiche del territorio;
  • promuovere forme di sicurezza partecipata attraverso il coinvolgimento della cittadinanza;

Dal “vademecum” predisposto dalla Prefettura si evince che:

  • il Controllo di Vicinato è uno strumento di prevenzione che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona/area/quartiere e la cooperazione con le Forze di Polizia Statali e Locali;
  • fare “Controllo sociale del Vicinato” significa rafforzare ulteriormente, in un sistema di sicurezza integrata, il modello di collaborazione inter-istituzionale, attraverso il quale istituzioni pubbliche e soggetti anche privati – ciascuno per la propria sfera di competenza – pongono in essere, in sinergia, attività idonee a fronteggiare i fenomeni che turbano l’ordinato vivere civile e generano insicurezza collettiva.

Gli obiettivi del controllo di vicinato sono:

  • contribuire all’attività di prevenzione e controllo del territorio;
  • promuovere un processo di partecipazione attiva della società civile alla gestione della sicurezza pubblica, attraverso lo sviluppo di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, i dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini;
  • rafforzare il modello di collaborazione tra i cittadini e le Forze di Polizia Statali e Locali.
  • l’area del Controllo di Vicinato indica ai potenziali malfattori che i vicini di quella zona si sono organizzati e applicano un controllo informale ma costante sul territorio, comunicando, attraverso i propri coordinatori, alle Forze di Polizia Statali e Locali, situazioni ed eventi di interesse, ovvero attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale.
  • rafforzare i rapporti di vicinato e favorire il recupero di legami amicali tra le persone della stessa zona;
  • favorire la partecipazione e la solidarietà sociale per contrastare derive individualiste ed egoistiche;
  • consentire di sviluppare una attenzione collettiva alle persone in difficoltà e più vulnerabili, ai casi latenti di marginalità sociale ed economica affinché possano esser informati con circospezione gli uffici e le autorità preposte a prestare aiuto ed assistenza.

Il Gruppo di Controllo del Vicinato:

  • contribuisce all’innalzamento degli standard di sicurezza della propria comunità, svolgendo un’attività di mera osservazione, con la segnalazione, attraverso i propri Coordinatori, alla Polizia Locale, di situazioni ed eventi attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale con le modalità e i canali dedicati previsti dal Protocollo, nonché con la segnalazione alle Forze di Polizia soltanto di situazioni di pericolo per l’ordine 2 e la sicurezza pubblica e/o di possibile flagranza di commissione di reati, tramite i numeri dell’emergenza 112, 113, oppure 115 o 118 a seconda della tipologia del fatto (incendi o emergenze sanitarie);
  • presta attenzione a quello che avviene nell’area dove svolge la propria vita quotidiana;
  • sviluppa la collaborazione tra vicini, applicando un protocollo di mutua assistenza, soprattutto nei confronti dei soggetti più vulnerabili
  • rafforza i rapporti tra persone e favorisce il recupero di legami amicali tra le persone della stessa zona;
  • sviluppa una attenzione collettiva alle persone in difficoltà e più vulnerabili, ai casi latenti di marginalità sociale ed economica affinché possano esser informati con circospezione gli uffici e le autorità preposte a prestare aiuto ed assistenza
  • crea un canale di comunicazione per scambiare rapidamente le informazioni tra vicini.
  • non si sostituisce alle Forze di Polizia, a cui resterà la prerogativa dell’attività di repressione e di ricerca degli autori dei reati.
  • non interviene attivamente in caso di reato;
  • non arresta i ladri;
  • non fa indagini sugli individui;
  • non scheda le persone;
  • non pattuglia attivamente il territorio;
  • non intraprende iniziative personali e imprudenti;
  • non utilizza uniformi, emblemi, simboli riconducibili ai Corpi di Polizia Statali e Locali, alle Forze Armate o ad altri Corpi dello Stato, ovvero che contengono riferimenti a partiti, movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private.

La Prefettura:

  • si impegna ad avviare il Progetto, attraverso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, nell’ambito del quale saranno valutati l’andamento della criminalità ed i fenomeni di disordine e di degrado urbano, ai fini dell’individuazione delle zone ritenute di maggiore incidenza di criminalità diffusa, dove potranno essere avviate le attività di controllo di vicinato.

Le Forze di Polizia Statali e Locali:

  • partecipano ad appositi incontri pubblici di informazione e formazione attinenti l’attività di controllo di vicinato;
  • creano un rapporto diretto e costante con i Coordinatori dei Gruppi del controllo di vicinato,
  • forniscono suggerimenti e indicazioni operative sulle modalità di comportamento, di autodifesa, nonché sull’attivazione di adeguate misure di difesa passiva.

Il comune di Pontedera:

  • incrementa l’innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, promuovendo campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini;
  • rafforza i rapporti di vicinato e favorisce il recupero di legami amicali tra le persone della stessa zona favorendo la partecipazione e la solidarietà sociale per contrastare derive individualiste ed egoistiche;
  • favorisce una attenzione collettiva alle persone in difficoltà e più vulnerabili, ai casi latenti di marginalità sociale ed economica mettendo a disposizione quanto ritenuto utile ed opportuno da parte dell’assessorato alle politiche sociali sia nella fase di ricezione delle segnalazioni che nella fase di intervento pro-attivo;
  • predispone una dettagliata “mappatura” dei siti (luoghi pubblici, immobili, anche privati) dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale che risultino comunque in stato di abbandono ed incuria, al fine di sviluppare, per quanto di competenza, mirate pianificazioni tese a garantire un’azione più incisiva, volta al miglioramento, per un verso, dell’arredo urbano e, per un altro, a rafforzare i moduli di coordinamento tra le Polizie Locali, i servizi sociali, le associazioni di assistenza;
  • implementa gli impianti di Videosorveglianza nelle aree individuate, d’intesa con i rappresentanti dei locali presidi di sicurezza, attraverso mirati progetti che dovranno essere sottoposti al preventivò vaglio del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica;
  • promuove l’attuazione del Progetto, favorendo la costituzione di una rete, con l’individuazione di un referente tra i cittadini delle aree interessate ed apporre la segnaletica che contraddistingue l’area come soggetta a controllo sociale di vicinato

Il ruolo del “Referente” del gruppo di controllo del vicinato:

  • è l’anello di congiunzione tra il “Gruppo” e le “FF.PP”;
  • sarà inserito in un elenco dall’Amministrazione Comunale (con relativi recapiti telefonici fissi e cellulari, e-mail ed altre forme di rintraccio) consegnato alle Forze di Polizia, quale referente coordinatore di zona;
  • dovrà comunicare alle Forze di Polizia solo le segnalazioni ritenute importanti, sulla base dei criteri preventivamente concordati con le Forze di polizia;
  • manterrà i contatti con le Forze di polizia al fine di ricevere e trasmettere le informazioni utili per la comunità;
  • segnalerà l’assessorato alle politiche sociali nell’eventualità dal gruppo emergessero informazioni relative a persone in difficoltà e più vulnerabili, ai casi latenti di marginalità sociale ed economica;
  • accoglierà i nuovi vicini informandoli ed integrandoli nell’attività di controllo del vicinato
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